Skip to content
24 ottobre 2017 / librobianco

Tristezza immota

 

Colma di una tristezza immota
e avvolta da un pesante silenzio,
la materna natura
guarda ogni giorno,
con occhi sempre più stanchi,
la distruzione
che tutt’intorno regna.
Attraverso squarci di nubi
grigie di dolore,
indomita cerca invano
un cuore che ospiti
nobili pensieri e batta
con intenti volti
solo all’amore e alla pace.

Patrizia Mezzogori

Comacchio 16/09/2017

Annunci
12 giugno 2016 / librobianco

Pupazzo triste

.

Pupazzo triste
che cammini a testa bassa
per le strade del destino.
Il tuo viso non conosce
sorriso, le tue guance
non conoscono carezze,
solo la solitudine
ti è perenne amica.
Pupazzo triste
che non conosci l’affetto,
di giorno in giorno
vaghi alla ricerca
di un appiglio
che possa donarti
nuova forza per
continuare a vivere.
.
Patrizia Mezzogori
.

© 18 gennaio 2016
.

8 dicembre 2015 / librobianco

Renga Natalizio

Sogni d’amore
per spegnere il terrore
di sangue e morte

Tra preci e canti
rinasce il bambinello
portando luce,

voglia di pace
nei cuori speranzosi
colmi di fede

Calore e baci
di veri sentimenti
riempiono l’aria.

Fiocchi di neve
ammantano ogni cosa,
dolce è il candore

 

© Patrizia Mezzogori

02 Dicembre 2015

30 novembre 2015 / librobianco

Straparlando… o meglio… pensieri e caos!

Un foglio bianco attende da giorni lo scorrere di una penna, stanco d’essere immacolato e di sentirsi inutile. Sembra guardare, avido di parole, una mano ferma da troppo tempo e freme al pensiero di perdere la sua verginità. Si sente pronto a cogliere emozioni, pensieri, dolci parole, ma anche rabbia e dolore. Parole che urlano al silenzio, sussulti che anelano attenzione, colori che riempiono iridi di gioia, macchie d’inchiostro che cadono come calde lacrime.

Note stonate di un’impossibile amore tenuto in vita solo da un’esile filo di speranza. Amore sanguigno, voluto, agognato; desiderio irrealizzabile che brucia nel petto e nella mente. Amore che diventa tormento, agonia, pura follia. Amore che fugge e ritorna tra luci e ombre, giocando crudelmente a nascondino, cancellando tutto, creando vuoto e solitudine.

Parole senza senso, vuote, stonate, buttate nel vento come foglie ingiallite dal tempo, pensieri sconclusionati, senza meta, senza alcuna possibilità di soluzione, senza opportunità di trovare quiete.
Parole morte, trite e maciullate, inascoltate dalla grettezza di cuori egoisti, superficiali, che non vanno oltre ciò che vedono occhi vacui e vuoti, che non sanno oltrepassare l’orizzonte e trovare quel mondo fatato che ogni bambino sa creare, dove la fantasia vola e si colora di rosa, di cieli azzurri, di verdi prati!

Un foglio bianco capace di trattenere, come antico scrigno, ogni segreto a lui affidato!

© Patrizia Mezzogori

25 Novembre 2015

25 novembre 2015 / librobianco

Tenere aggressioni

Fremono i sensi
al solo pensiero del tuo ricordo,
mentre nell’aria ancora aleggia
il profumo della passione,
di dolci momenti che ci hanno uniti,
delle tue tenere aggressioni.
Gioco d’infinito piacere
al culmine delle emozioni,
tra parole appena sussurrate
fra le pieghe delle lenzuola,
con la notte che lentamente
sfumava nell’alba incandescente
lasciandoci ebbri d’amore.

© Patrizia Mezzogori

20 Novembre 2015

19 novembre 2015 / librobianco

Tanka (Violenza)

 

Guerra e violenza
ammantano di gelo
la vita umana

spargendo gran dolore
nel nome di falsi dei

© Patrizia Mezzogori

17 Novembre 2015

 

 

1 ottobre 2015 / librobianco

Guardami

.

Guardami,
non distogliere lo sguardo
fuggendo ogni volta senza parlare.
Non ho alcuna colpa se la sorte
mi costringe a patire la fame,
se agli occhi dei potenti
sono trasparente e inutile
come un vecchio bicchiere vuoto,
se la mia pancia è prominente
come un palloncino pieno di elio
e se le mie ossa sono fragili
come il più fine cristallo.

Guardami,
non mostrare indifferenza
oltrepassandomi come non esistessi,
non è colpa mia se creo confusione
nelle menti e nei cuori più sensibili,
se chiedo con parole mute
un semplice tozzo di pane
o calde braccia che offrano calore,
se la mia gola acerba è riarsa
come il più infuocato dei deserti
e mai una piccola goccia d’acqua
m’è d’aiuto per dissetarmi.

Guardami,
sono nudo alla mercé di neri avvoltoi
che pazientemente attendono
avvicinandosi sempre più
per spolpare la mie povere ossa
ricoperte di sola pelle raggrinzita,
per strapparmi i minuscoli occhi
che non hanno più lacrime da versare,
per dissetarsi col poco sangue
che ancora scorre nelle mie anguste vene.

Guardami
e affronta la mia paura,
il tempo che scivola impietoso
e m’accompagna verso la morte.
Guardami così come sono,
adagiato sulla nuda terra
mentre cerco pietà
racchiusa in silenzi infiniti.

Guardami e porgimi la mano.

.
© Patrizia Mezzogori

29 settembre 2015

.