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29 giugno 2010 / librobianco

Antoine de Saint-Exupéry


Ricorre oggi il 110° anniversario della nascita di Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint-Exupéry ( 29/06/1900- 31/07/1944), scrittore e aviatore francese, la cui morte, avvenuta in volo nel cielo della Corsica durante la Seconda guerra mondiale,risultò essere molto misterioso, fino a quando nel 2008, una volta localizzato e recuperato il relitto del suo aereo, si scoprì essere stato colpito ed abbattuto da un caccia tedesco. Anche se a tutt'oggi c'è chi ancora nutre dubbi che sia veramente il suo aereo e quindi su quanto accadde veramente, poichè a bordo erano piazzate armi (da Lui sempre rifiutate) anzichè la cinepresa da ricognizione) Il 29 luglio 2000, nel centenario della nascita, gli è stato intitolato l'aeroporto di Lione.
 

Tra i libri scritti da Antoine de Saint-Exupéry, ricordiamo L'aviatore, Terra degli Uomini ed Il piccolo principe, sicuramente l'opera più conosciuta. 


Pubblicato nel 1943, quest'opera molto poetica, che pare rivolta ai più piccoli per la sua semplicità, è invece rivolto a tutti i lettori, perchè affronta temi come il senso della vita, il significato dell'amore e dell'amicizia e quindi ha molto da dire anche alle persone adulte.

Il racconto è la descrizione del mondo degli adulti visto attraverso l'innocenza degli occhi di un bambino, il quale mette in evidenza comportamenti spesso irragionevoli ed inutili. Il piccolo principe vive su un pianeta piccolissimo con la sola compagnia di un rosa capricciosa che arriva ad esasperarlo fino a farlo scappare via. Durante la sua fuga incontra personaggi strani che gli mostrano un mondo a lui sconosciuto, ovviamente ogni personaggio rappresenta un aspetto diverso della vita degli adulti. Nel frattempo il piccolo principe arriva sulla Terra, che considera il pianeta più interessante tra quelli visitati durante il viaggio. Qui incontra una volpe che, grazie all'ingenuità del Principe, si fida di lui e vorrebbe farsi "addomesticare" per essere diversa da tutte le altre.


Volpe: "Non si conoscono che le cose che si addomesticano. Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici"

Visita anche un giardino fiorito di rose che lo rende infelice e lo fa piangere, perchè la sua rosa gli aveva raccontato di essere l'unico della sua specie in tutto l'universo, mentre ora scopre che ve ne sono migliaia e tutte in un solo giardino.


E' qui che comprende gli insegnamenti della volpe:

"Voi siete belle, ma siete vuote. Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho annaffiata. Perché è lei che ho messo sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa."

Ma la frase che rappresenta principalmente questo racconto è la seguente:

"Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi"

Patrizia Mezzogori

(immagini dal web) 
 

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