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14 settembre 2010 / librobianco

Saper amare…



Lontano dal rumore, nel silenzio della notte, la mente di Lara incessantemente tornava a quanto accaduto nella sua vita. Il tormentato abbraccio dei ricordi non la lasciava un istante ed era come camminare a piedi nudi in un viale cosparso di chiodi.
Ombre e polvere sembrava prendessero il sopravvento su di lei, come una spessa coltre di nebbia, ogni volta che tentava di ribellarsi a quel sordo dolore che non l'abbandonava un attimo.

Sapeva benissimo che l'unica possibilità era quella di guardare dove il sole ricade, verso quell'orizzonte infinito che si infuoca ed infonde calore, ma ancora le era impossibile farlo. Non riusciva a dimenticare tutto il male che lui le aveva fatto, tutti i sogni che aveva infranto, tutti gli attimi vissuti insieme.
Attimi fatti di promesse, di dolci parole e di tanto altro ancora, ma che poi si erano rivelati totalmente vuoti e falsi, perché lui non sapeva amare.
Aveva solamente cercato un porto sicuro dove trovare riparo nei momenti difficili, per sfuggire dalla realtà che odiava, e tutto questo glielo aveva rivelato con una lettera di poche parole prima di sparire per sempre.

Ora si sentiva completamente sola. Orfana fin dalla più tenera età, aveva affrontato tante prove difficili nella vita, ma non aveva mai ceduto, era sempre andata avanti nel suo cammino con forza e caparbietà fino ad arrivare ad avere un posto di rilievo nel campo del lavoro.
Un lavoro che le dava grandi soddisfazioni, ma che la rendeva invisa a molte persone per il ruolo che ricopriva e le aveva quindi creato il vuoto intorno, facendola chiudere in se stessa fino a cercare la solitudine.

Ma quando incontrò lui le cose cambiarono, si sentiva felice e aveva riposto tutte le sue speranze in quell'amore così grande, in quell'uomo che aveva e continuava ad amare ancora immensamente, ma che l'aveva solamente usata. Fu in quel periodo che maturò in lei la decisione di partire per una missione in Africa. Lara era sostenitrice da molto tempo di un'associazione umanitaria che accettava sempre volontari per portare aiuto nei villaggi che assisteva.
Lasciò dettagliate disposizioni sul luogo di lavoro e decise di sfruttare le ferie che aveva accumulato in tutti gli anni di lavoro da lei svolti senza mai mancare un giorno. Anche se ebbe difficoltà a convincere i suoi capi, alla fine la spuntò e partì con gli altri volontari.

L'impatto con i luoghi a lei sconosciuti fu veramente forte, nonostante avesse seguito il corso di formazione tenuto da persone competenti e con esperienze già consolidate Ma una cosa sono le parole, un'altra è vedere e toccare con mano la dura vita e la sofferenza di tante persone.
Lara non si scoraggiò ed iniziò il suo volontariato con energia e con tanta voglia di fare. I suoi compiti erano abbastanza semplici all'inizio, doveva giocare con i bambini e insegnare loro qualche canzoncina, insegnare alle donne come cucinare determinati cibi a loro sconosciuti e a coltivare l'orto, cosa che per lei era piacevole in quanto amante della terra e della natura.

Fino al giorno in cui le chiesero se voleva iniziare ad accudire i bambini ammalati ed aiutare nel piccolo ospedale da campo.
Fu qui che conobbe per la prima volta Yejide una bambina gracilissima e tormentata da continue febbri che ormai avevano minato il suo corpicino e la sua salute. La sua famiglia non aveva mai potuto permettersi le medicine che l'avrebbero curata e l'unico sollievo che la madre poteva dare alla piccina per alleviare la febbre era uno straccio bagnato con la poca acqua che trovava e l'aria che le faceva sventolando un pezzo di cartone.

Continua….                                                          Patrizia Mezzogori

(immagine dal web )
 

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2 commenti

  1. poesilandia / Ott 22 2014 2:31 AM

    Abbiamo molti temi ricorrenti nei nostri scritti.. …

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