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16 settembre 2010 / librobianco

Saper amare… (seconda e ultima parte)



Quando Yejide arrivò al campo medico dell'associazione, Lara si dedicò quasi completamente a lei, cercando di aiutarla in tutti i modi possibili per renderle gli ultimi giorni di vita meno dolorosi, pur non perdendo mai la speranza di una sua guarigione.
Nonostante sembrasse che le sue condizioni potessero migliorare, la piccola morì dopo poco tempo lasciandola completamente svuotata e priva di forze, incapace di accettare una realtà così crudele e dura.

Fu proprio in quei giorni che conobbe meglio uno degli altri volontari che prestava la sua opera gratuitamente durante i periodi di ferie dal suo lavoro e che gli spiegò tante cose delle quali non era a conoscenza. Di quanto poco basta per curare i bambini ammalati, come un semplice vaccino e l'assistenza medica adeguata. Naturalmente di cibo e acqua per far sì che parassiti e infezioni banali non riescano ad uccidere questi poveri bimbi indifesi e tanto altro ancora.
Iniziarono a passare molto tempo insieme quando non erano impegnati nelle loro mansioni, a conoscersi e a parlare di tantissime cose.
Della famiglia di lui che aveva accettato la sua scelta e ne andava fiera, dei rispettivi lavori e di tanto altro, fino ad instaurare un solida amicizia che fu di aiuto ad entrambi per superare i momenti di sconforto e di difficoltà.
I mesi passati nella missione in Africa stavano cambiando radicalmente Lara, risucchiandola in una realtà a lei totalmente sconosciuta, vissuta solamente attraverso le notizie dei media e i volantini periodici che le arrivavano dall'associazione stessa. 

Proprio in questo periodo capì anche una cosa fondamentale. Se la vita era stata tanto avara con lei nel donarle l'amore di cui tanto aveva sempre sentito la mancanza, aveva ora la possibilità di donare il suo a quelle persone così fortemente colpite dalla vita stessa. Ai bambini soli, alle persone morenti la cui sola speranza era quella di sentire una mano amica stringere la propria negli ultimi istanti di vita, a chiunque necessitasse anche solo di una semplice parola di conforto.

Decise quindi di diventare parte attiva dell'associazione e di passare tutti gli anni le sue ferie nel villaggio, dove iniziò ad essere considerata come un angelo dai tanti bambini che si affezionarono a lei e che le donarono tanto amore, arricchendola sempre di più e aprendole completamente il cuore. Perché saper donare è ancora più importante del ricevere e se il destino, il fato o qualsiasi altra cosa che segnava la sua strada aveva deciso che avrebbe incontrato anche l'amore di un uomo, prima o poi ciò sarebbe accaduto.

Patrizia Mezzogori

(nell'immagine dal web)

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2 commenti

  1. poesilandia / Ott 22 2014 2:42 AM

    Perché saper donare è ancora più importante del ricevere e se il destino, …

I commenti sono chiusi.

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