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7 ottobre 2010 / librobianco

Nell’azzurro mare


 
 
 

   

  
Come sbarre indurite dal gelo,
gli occhi fissano lontano
un punto impreciso in mezzo
all'azzurro mare,
mentre l'eco del tuo odio
scava senza pietà alcuna
e un'ombra imperterrita
mi resta accanto silenziosa
ripetendo una nenia ossessiva
di parole che tagliano come vetro.

E mentre brucio sul rogo
di una fiaba fragile
e palpibile come cenere,
me ne vado stanca
in questa assurda solitudine
con addosso il marchio che
mi hai impresso a fuoco sulla pelle

Un solo pensiero si affaccia
alla mente, oh si, si…
sarebbe molto dolce ora
perdersi nell'immenso
azzurro di questo mare
osservando il lento
gravitare di un gabbiano
tra le correnti d'aria

e lentamente con passi lievi
entrare tra le onde gelide
che sferzate dal vento
s'infrangono a riva
e…
… non smettere più di camminare

Patrizia Mezzogori
 

(nell'immagine opera di Juliane Jahn)

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One Comment

  1. verdefronda / Ott 10 2010 3:28 PM

    Bellissima poesia intrisa di luce viva pur nella tristezza generale.  Un caro saluto.  Giorgio

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