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26 gennaio 2011 / librobianco

Io sopravvissuto

Come ombre maligne

le sembianze crudeli
e dolorose dei ricordi
riemergono legate
da un filo invisibile
e si librano nell’aria
come il fumo
che usciva dal camino,
dove i corpi martoriati
dei compagni di sventura,
prelevati con gancio
come carne da macello,
finivan la loro vita
 
Chi sono io, che tra mille
gabbie toraciche rinsecchite
mi son salvato,
che non ho visto fino
in fondo quell’abisso
mai sazio di vite umane
Porto con me questa colpa,
Io sopravvissuto,
tornato per continuare la vita
in compagnia di quell’inferno
che si chiama passato
 
Patrizia Mezzogori

 
 
Nota: 27 gennaio – giornata della memoria –
Molte persone sopravvissute ai campi di concentramento hanno continuato la loro vita sentendosi in "colpa" per essersi salvati. Colpa che è stata un grande incubo per Primo Levi che disse:
Chi è tornato non ha visto fino in fondo la Gorgone e chi l’ha vista, non è tornato

(foto di Ornella Olivieri)
 

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