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14 febbraio 2011 / librobianco

Strano come me

 …
E fu sera e fu mattino…
Che inizio strano sto usando, nemmeno io ne capisco il motivo, ma sono molti giorni che mi ronzano in testa queste parole e le ripeto continuamente, e fu sera e fu mattino.
Forse perchè nonostante passino i giorni ci sono sempre notizie più brutte in questo mondo, forse perchè cambiano tante cose ma niente cambia nella vita di chi niente ha mai avuto.
Continuano gli sbarchi dei clandestini, i lager che danno loro ospitalità, continuano le leggi dei ladri, i ragazzi che buttano via la loro vita e quella degli altri per la dea Cocaina, per l’alcool e le corse folli, per sentirsi più forti e importanti sfidando la sorte, per noia, per… Per che cosa??
Continua l’odio razzista, l’odio per il “diverso”, continuano le difficoltà per chi è ammalato, per chi non è “normale”, per chi non ha lavoro, per …Per tanti e tanti altri motivi ancora.
La fame è sempre forte, la paura compagna fedele di tanti, di troppi
Nel cielo, con la brezza marina, volano festosi gli aquiloni per la gioia di molti bambini, quel cielo dal quale scendono bombe, fuoco e dolore per altri piccoli che non hanno nemmeno più occhi per piangere, che vivono nel terrore continuo e restano soli tra la polvere e le macerie che coprono i lori cari.
Quante belle parole si sentono dire,fermate le stragi del sabato sera, fermate la guerra, fermate le bombe, fermate, fermate…. ma di concreto non si fa nulla o troppo poco, anzi quasi niente.
Si spezzano le tregue, si uccidono coloro che cercano di porre fine agli stermini con i trattati di pace, si uccidono coloro che vogliono fare qualche cosa di vero, di concreto.
Martiri in nome di un’uguaglianza e di una pace che mai ci sarà, se non quando il mondo sparirà completamente per mano di quest’uomo infame che tutto crea e tutto distrugge.
Che strano questo mio miscuglio di parole, si strano, perchè non ha un filo logico e mi fa ricordare una vecchia canzone di Mina. Parole, parole, parole, soltanto parole…………..
Strano come me che imbratto le parole, si, come me…
 ©  Patrizia Mezzogori 

(Nell’immagine – Last date befor e the end of the world – Opera di Gilles Tran)

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