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11 maggio 2011 / librobianco

Sei tu che…

 ..
Sei tu che
mi ubriachi di passione
tra le onde della rena violentata
dalla forza degli abbracci
Come schiava mi abbandono
al volere del vento impetuoso e irato,
mentre distendi il mio corpo
togliendomi il fiato
in quegli attimi di pazzia
che, al limite dello spasimo,
erompono in mille pezzi
a ferir la pelle
Sento nel silenzio
l’ansimar del tuo respiro,
il piacere che ti avvolge
e ho voglia di credere che…
non avranno fine
questi attimi intensi
che graffiano le pareti del cuore
come punta di lancia che subdola
ha iniettato veleno
ora in circolo nel sangue
Bisogno impellente
di dissetarmi di te,
del piacere che ti sorprende
quando stretta tra la morsa
delle tue gambe sprofondo nel buio,
tendendo una mano,
come a voler fermare il tempo,
per bere ancora dal calice amaro
la fiele vigliacca…
che mi tiene in vita
Patrizia Mezzogori

….

(nell’immagine Embrace di Egon Schiele)

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