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20 luglio 2011 / librobianco

Tra valli nebbiose

   …
Tra valli nebbiose raccolgo
quelle gocce di tempo racchiuse 
sul volto solcato di rughe della città, 
dove il disperato urlo di logoranti sofferenze
copre stanche tenerezze 
e l’indifferenza sgretola, 
dopo la prima ebrezza dei sensi,
inconsistenti e vuote abitudini.
Nell’assurdo smarrimento della vita,
vago attraverso questa notte tenebrosa
colma d’incognite, di dura presunzione
che graffia la pelle e infanga
ogni sogno con meschina sporcizia
e infernale rabbia nata dalla cattiveria.
Come un lattante intirizzito dal freddo
va a riprendere calore dalla madre
e succhia fino a saziarsi alla fonte del seno,
è beato l’uomo che sa ancora piangere
ritemprandosi nella speranza 
che cresce rapida e leggera.
©  Patrizia Mezzogori

(immagine dal web)

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One Comment

  1. raggioluminoso / Lug 23 2011 6:32 PM

    Una poesia in cui è racchiuso un grande significato. Molto apprezzata.

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