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5 agosto 2012 / librobianco

Luigi e il violino

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Come ogni giorno Luigi era chiuso tutto solo nella sua stanzetta.  Era sempre stato un bambino un po’ difficile e faceva fatica a legare con gli altri bambini della sua età. L’educazione molto rigida che aveva ricevuto lo aveva fatto diventare molto timido, sempre timoroso di sbagliare e per non venire sbeffeggiato dagli altri preferiva restare solo e passare il tempo leggendo libri di ogni genere.

Ogni tanto però aveva l’abitudine di andare di nascosto nella soffitta dove i genitori conservavano di tutto e allora immaginava di volta in volta di essere un pirata o un grande attore e tanti altri personaggi, usando i vecchi vestiti che aveva trovato in un baule. Fino a quel particolare giorno in cui trovò nascosto in un vecchissimo armadio una custodia tutta nera che lo incuriosì moltissimo. Con grande  delicatezza la tirò fuori e stando attento a non fare il minimo rumore la portò nella sua camera, dove ora era fermo da parecchio tempo ad osservare quel magnifico tesoro che aveva trovato improvvisandosi esploratore.

Eh si, perché aprendo la custodia vi aveva trovato un bellissimo violino. Ovviamente Luigi non lo sapeva suonare ma la sua mente iniziò a galoppare e si vedeva già famosissimo, applaudito da grandi folle esultanti che facevano a gara per essere presenti ai suoi concerti. Era bellissimo sentirsi così amato e così acclamato da tutti, finalmente era diventato qualcuno, non era più il “bambino invisibile“, come in molti avevano l’abitudine di chiamarlo.

Fu così che dopo averci pensato a lungo, giorno dopo giorno, e dopo aver accarezzato con infinita dolcezza e delicatezza il violino che posava sempre dinnanzi a sé nei pomeriggi trascorsi nella sua cameretta, che Luigi prese una decisione molto importante. Lui voleva con tutte le sue forze diventare un violinista di successo, riuscire a far parlare la musica al posto delle parole, quelle parole che lui faticava così tanto a trovare ogni volta che si trovava insieme alle persone. Il violino sarebbe diventato la sua anima, il tramite tra lui e la gente e avrebbe fatto uscire tutte le emozioni, tutte le sensazioni così a lungo tenute segrete.

Fu proprio per questo motivo che si fece coraggio, andò dai genitori con il violino tra le mani e con voce tremante, ma nello stesso tempo decisa, disse:
Mamma, Papà, io vorrei studiare musica ed imparare a suonare questo violino“.

I genitori si stupirono molto, soprattutto perché avevano dimenticato da tempo l’esistenza del violino di Nonno Gustavo. Nonostante le perplessità create da quella inaspettata richiesta decisero per una volta di accontentare il figlio e di non pensare che il suo fosse solo un capriccio. Fu così che per Luigi iniziò una nuova vita, fatta di giornate trascorse a studiare musica con un bravo maestro e fu così che iniziò anche a diventare più socievole e a trascorrere un po’ di tempo con gli altri bambini giocando come non aveva mai fatto prima di allora.

Con il passare degli anni la passione di Luigi per la musica diventò sempre più forte, come diventò sempre più evidente la sua bravura nel suonare il violino. Era talmente bravo che il suo maestro decise che era arrivato il momento giusto per farlo partecipare ad un concorso.  Con il cuore in gola Luigi si presentò sul palco per presentare il suo pezzo, aveva scelto la “Sonata per violino in sol minore“, più notoriamente conosciuta come “Il trillo del diavolo”  scritta dal compositore italiano Giuseppe Tartini, nonostante il suo maestro le avesse suggerito di presentarsi con un pezzo più semplice, essendo la sonata, famosa per essere tecnicamente molto impegnativa.

Per un attimo fu colto dal terrore di non riuscire a suonare, le mani gli sudavano e la fronte era imperlata di gocce, vedeva tutta la gente presente nel teatro che lo osservava e per un attimo immaginò che iniziassero a deriderlo chiamandolo “l’invisibile” come quando era piccolo. Decise quindi di chiudere gli occhi e fu allora che pensò di trovarsi ancora nella vecchia soffitta dove aveva trascorso tante giornate e dove aveva trovato il vecchio violino. Grazie a questo piccolo stratagemma iniziò a suonare con tanta passione che tutti rimasero ammutoliti ed immobili per paura di spezzare l’incantesimo che le note avevano creato.

Luigi aveva realizzato il suo sogno. Il violino parlava per lui e riusciva a trasmettere le sue emozioni così fortemente ad ogni persona presente nella sala a tal punto che un grandissimo applauso scoppiò al termine dell’esecuzione. Un applauso  che sembrava non avere mai fine e che lo fece sentire, per la prima volta in vita sua, veramente felice. Ma quello che lo rese ancora più felice fu soprattutto vedere i suoi genitori così orgogliosi di lui  e  per  Luigi quello fu il regalo più grande che avesse mai ricevuto.

Fu l’inizio di una brillante carriera che lo portò di teatro in teatro, che lo fece diventare famoso e conosciuto da tutti, ma che non gli tolse mai la dolcezza e la semplicità che lo avevano sempre contraddistinto e con le quali conquistò anche il cuore di colei che sarebbe diventa la sua compagna di vita e la madre dei suoi figli,  ai quali donò sempre tantissimo amore e con i quali seppe avere un rapporto meraviglioso, non solo come padre ma anche come amico.

© Patrizia Mezzogori

14  luglio 2012

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(immagine dal web –  Stilleben Mit Geige di Elisabeth Paetz-Kalich )

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9 commenti

  1. Patrizia Mezzogori / Ago 5 2012 11:44 PM

    Questo racconto è nato per puro caso nel blog di Claudio quando in un suo articolo (per l’esattezza QUI ) ha inserito la foto di un bambino che guardava un violino e ha chiesto di inventare una storia. Ora ho deciso di inserire la storia che avevo scritto in quel momento di getto e senza rileggerla, qui nel mio blog, ma dopo averla riletta con calma e dopo aver apportato alcuni cambiamenti, che però non hanno alterato il suo contenuto.
    Patrizia

  2. semprevento / Ago 6 2012 7:32 AM

    …queste storie a lieto fine…mi fanno stare bene.
    Va bene per grandi e piccini…mi piace molto.
    C’è un messaggio nella tua storia..e vorrei tanto farlo mio…
    però non ci riesco, non posso.
    Ma la delizia con cui ho letto stamattina questo “sogno realizzato”
    mi accompagnerà per l’intera giornata.
    Sei speciale Patrizia.
    Un bacio e buona giornata.
    vento

    • Patrizia M. / Ago 6 2012 2:07 PM

      Eh, almeno nelle storie il lieto fine posso mettercelo 🙂
      Bacio e buona giornata a te
      Pat

  3. Claudio's / Ago 6 2012 9:35 AM

    La trovo una storia bella e profonda 🙂
    Ciao PAT
    C.

    • Patrizia M. / Ago 6 2012 2:07 PM

      Grazie Claudio, se è nata questa storia è merito tuo che mi hai dato l’input 🙂

  4. Claudio's / Ago 6 2012 9:42 AM

    La musica da Te scelta… è una lirica di armonie e una melodia profonda del fraseggio di Anima!
    Bellissima composizione !!!!
    Brava PAT!! 🙂
    Ciaoo
    Buona Giornata
    C.

    • Patrizia M. / Ago 6 2012 2:08 PM

      Pensa che non la conoscevo, l’ho scoperta scrivendo il racconto
      Ciaooo

  5. arthur / Ago 6 2012 4:44 PM

    Non mi ero accorto che avevi pubblicato questo racconto. Scritto molto bene, come sempre d’altronde, un racconto che parola dopo parola incalza e dal quale si potrebbe scrivere una storia intera.
    Come dice Ventolino, sei speciale Pat. 😉

    • Patrizia M. / Ago 6 2012 4:50 PM

      Sono semplicemente una che scribacchia e come ho spiegato sopra, con un mio primo commento, questo racconto è nato grazie ad un input di Claudio , che ringrazio tantissimo perché in seguito mi ha fatto un bellissimo dono…. che però non svelo… 🙂

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