Skip to content
20 ottobre 2014 / librobianco

Camilla

.

Camilla aveva sempre creduto di essere una persona giudiziosa, tutta d’un pezzo, di quelle che non si lasciano trascinare facilmente in storie che non hanno ne capo ne coda, invece come spesso accade, si rese conto che non era affatto così, ma che era molto fragile e facilmente influenzabile. Forse l’essere considerata una persona forte da parte di chi la frequentava, le aveva alla fine fatto credere che fosse vero e aveva basato la sua vita su questa convinzione. Eppure qualche cosa nel suo intimo le diceva che non era così, quel pizzicore che sentiva e le creava un costante malessere ormai non l’abbandonava quasi più, era diventato un compagno sempre presente in ogni momento della giornata. Camilla era una giovane donna dal cuore grande, che aveva mantenuto molto del suo lato bambino, quello giocoso, quello che cerca affetto ed attenzioni e al quale piacciono molto le coccole, ma si vergognava a mostrarlo e quindi si presentava come una persona seria, molto posata, che non si lasciava andare facilmente a confidenze, mantenendo per sé quelle che lei considerava le sue debolezze e che l’avrebbero mostrata vulnerabile, anche se questo suo atteggiamento spesso l’aveva resa e continuava a renderla antipatica agli occhi di molti e quindi ad essere spesso sola.

Una solitudine che ad un certo punto iniziò a pesarle, anche perché aveva sempre sognato l’amore, ma non l’aveva mai vissuto veramente, solo piccole relazioni praticamente mai veramente iniziate che le avevano solamente lasciato l’amaro in bocca e tanta paura di lasciarsi andare completamente. Spesso Camilla si accoccolava sulla cassapanca posta sotto la grande finestra della sua camera, dalla quale poteva godere di un bellissimo panorama che dava sul parco della piccola cittadina dove abitava e dove spesso vedeva, oltre alle famigliole e ai bambini che giocavano, le giovani coppiette che amoreggiavano. Iniziava quindi a fantasticare, lei che amava tanto le lettere d’amore antiche rileggeva spesso quelle trovate nella vecchia soffitta, lettere delle quali non conosceva la provenienza e che erano state scritte parecchi anni addietro da due giovani innamorati e come sempre aprì lentamente il bauletto che le conteneva ed iniziò a leggerne una:

.

Mio dolcissimo amore, sono sola nella mia stanza e osservo il parco nel quale abbiamo così a lungo passeggiato celando al mondo intero e a noi stessi la forza del sentimento che ci accomunava e già ci legava così fortemente da non riuscire più a resistergli. Il solo pensare al dolore che ha straziato il vostro cuore quando il dubbio di avermi persa si era impossessato di Voi, fa singhiozzare il mio cuore. Avete sofferto così a lungo non sapendo invece che anche la mia anima oramai Vi apparteneva completamente, ancora prima che ci unissimo carnalmente, ancora prima che le vostre dolcissime labbra sfiorassero le mie per suggellare infine con un focoso bacio quello che sarebbe stato l’inizio di un grande amore. Oh mio adorato, quale tormento è starvi lontana anche solo per poche ore, non poter ancora godere delle Vostre carezze così delicate e nello stesso tempo così audaci da riuscire a farmi perdere completamente la testa. Sentire il calore della vostra pelle, le mani che disegnano il contorno del mio corpo come a volerne imprimere ogni centimetro nella Vostra mente ed infine cingono con forza i miei fianchi nell’attimo che precede il vostro entrare in me, facendomi gemere di piacere.

Quale visione celestiale vedere il vostro viso al culmine del godimento, nell’attimo così sublime quando siete stato completamente mio, quando tutto il mio essere vi ha accolto e nello stesso istante si è donato a Voi per sempre. Mi scopro in alcuni momenti a desiderare ardentemente di essere nuovamente tra le Vostre forti braccia e mentre la ragione mi suggerisce di essere cauta per non intaccare la mia immagine agli occhi di coloro che giudicano sì facilmente, il cuore mi spinge oltre e prorompe in un grido d’amore sì forte da scacciare ogni paura e ogni dubbio, Vi desidero Daniel, non fatemi attendere oltre in questa solitudine che procura solamente sofferenza. Venite a me con tutto il vostro amore e l’ardore che vi contraddistingue, affinché possiate giacermi accanto per amarmi nuovamente facendomi sentire completamente donna, amante e complice in questo sentimento che ci lega indissolubilmente.

                                                                 Per sempre Vostra.
                                                                                        Rosemary

.

.

E come ogni volta che le leggeva, il cuore di Camilla prese a battere più forte dall’emozione. Un’emozione che provava anche quando incontrava Lui, l’uomo che amava da quando era ragazzina ma con il quale non c’era stato mai niente se non lo scambio di un saluto frettoloso quando al mattino immancabilmente si incontravano mentre entrambi si recavano al lavoro e attendevano l’autobus alla stessa fermata.
Però Camilla si rese conto che non poteva continuare a nascondersi, a mostrarsi per quello che non era veramente, a celare quello che provava. Prima o poi avrebbe dovuto trovare il coraggio di tornare a vivere veramente e chissà, forse le cose sarebbero potute cambiare anche con Lui e da un semplice saluto….

.

© Patrizia Mezzogori

.

20 ottobre 2014

.

Annunci

24 commenti

  1. Rebecca Antolini / Ott 21 2014 4:36 AM

    Che racconto bello cara Patrizia, pieno di emozioni e colmo del desiderio di essere amato.. proprio iero ho guardato qui dentro in questo tuo blog… e oggi hai pubblicato qualcosa di molto bello.. ti abbraccio Pif

    • Patrizia Mezzogori / Ott 21 2014 7:58 PM

      Ti ringrazio tantissimo cara Rebecca e ricambio di tutto cuore l’abbraccio.
      Ciao, Pat

      • Rebecca Antolini / Ott 22 2014 4:19 AM

        tvb… sul serio ❤

      • Patrizia Mezzogori / Ott 22 2014 10:39 AM

        Anche io ❤

      • Rebecca Antolini / Ott 22 2014 10:46 AM

        sei molto cara ❤

      • Patrizia Mezzogori / Ott 22 2014 10:56 AM

        Impossibile non esserlo con un tesoro come te ❤

      • Rebecca Antolini / Ott 22 2014 10:58 AM

        .. fra pocco sono senza parole ahahahah 😀

      • Patrizia Mezzogori / Ott 22 2014 10:59 AM

        Kiss 😀

      • Rebecca Antolini / Ott 22 2014 11:02 AM

        Bussi 😀 (vuol dire baci e una parola dal dialetto austriaco in tedesco baci e Kuss) e il plurarle di Bussi italianizato da me “bussini” 😀

      • Patrizia Mezzogori / Ott 22 2014 11:04 AM

        Wowwww, grazie 🙂

      • Rebecca Antolini / Ott 22 2014 11:09 AM

        😀 a volte e bello essere infantile

      • Patrizia Mezzogori / Ott 22 2014 11:11 AM

        Molto ahahah 😀

  2. poesilandia / Ott 22 2014 1:37 AM

    Bellissima racconto, emozione pura! … ma ci sara un seguito spero 🙂 Patrizia ?? Dimmi di siìì… un abbraccio con affetto. e un felice autunno con delle bellle sorprese!
    Dolce sia il tuo risveglio, baci Lisa

    • Patrizia Mezzogori / Ott 22 2014 10:40 AM

      Non credo che ci sarà un seguito, difficilmente riesco a scrivere racconti con più puntante, scusami 🙂
      Buona giornata carissima. Un bacione, Pat

      • ©Elisa / Ott 22 2014 3:07 PM

        ma no, io mi scuso, ti ho fatto lavorare stamattina 🙂 aspetteremo il tuo prossimo allora! baci Lisa

      • Patrizia Mezzogori / Ott 22 2014 10:20 PM

        Non devi scusarti, per me è stato molto piacevole risponderti.
        Buona serata. Baci, Pat

  3. vera ersilia / Ott 23 2014 11:58 PM

    Questo bel racconto mi fa ricordare la storia di una mia zia che tutti i giorni andando in ufficio incontrava un ‘lui’ che andava nell’opposta direzione. Era subito dopo la guerra a Torino. Si son poi parlati, si sono sposati, e io adesso ho una carissima cugina che vive a Biella. Vedi come l’arte e la realtà si intrecciano anche a distanza di molti anni… Ciao, Vera

    • Patrizia Mezzogori / Ott 24 2014 9:24 AM

      Che bella la storia di tua zia 🙂
      Eh si, hai ragione spesso ciò che si scrive si intreccia con la realtà a distanza di molti anni, anche non conoscendo chi ha vissuto la vera storia.
      Grazie Vera. Ciao e buona giornata. Pat

  4. arthur / Ott 28 2014 7:23 PM

    E di questo racconto cosa mi dici? Si parla di amore e di passione, ma cosa di meglio per un bellissimo natale? 🙂

    Un bel racconto, peccato che tu scriva poco in questo senso, ma ti rifai con le poesie che sono bellissime.

    Ciao e buona serata.

    ps: pensaci!!! 🙂

  5. Calo / Dic 15 2014 6:45 PM

    Ciaoooo! Ribadisco qui quel che ho già scritto da me: Chapeaux!! ma…non è che dovremo aspettare ScrivereGiocando del prossimo anno per sapere come va a finire?!? ^_^
    Buona serata!

    • Patrizia Mezzogori / Dic 15 2014 9:55 PM

      Mah, inizio a pensarlo anche io hihihihih
      Buona serata a te. Pat

  6. ili6 / Dic 20 2014 11:34 PM

    Eccomi, ed ecco Camilla! Le auguriamo di trovare in questo Natale ciò che tanto desidera.
    Mi piacciono i racconti sospesi, alla fine ognuno di noi potrà fantasticare sulla conclusione e scegliere la più bella.
    Felice domenica
    Marirò

    • Patrizia Mezzogori / Dic 20 2014 11:36 PM

      Ho lasciato di proposito il finale sospeso, proprio perché ognuno potesse avere la possibilità di fantasticare sulla conclusione
      e scegliere quella che più desiderava 🙂
      Grazie carissima Marirò. Felice domenica anche a te.
      Patrizia

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: