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Cadono le stelle

Cadono le stelle
Cadono le stelle e non fanno rumore,
affascinanti scie luminose 
che solcano il cielo 
in attesa di essere raccolte
da desideri espressi col naso all’insù.
Fiammelle a briglia sciolta nella nera notte,
illusioni per chi non ha più speranza
in un mondo di solitudine
che trema e rimbomba
come vulcano in eruzione.
Lucciole chiare in una profondità senza fine,
indistinto chiarore di un sogno 
racchiuso nell’essenza della quiete
o nel tumulto di carezze senza calore
che uccidono ogni anelito di libertà.
©  Patrizia Mezzogori
….

Versi di Patrizia Mezzogori

Fotografia di  © Chiara Lana

Realizzazione di Anna Nardozi Nardi (StreGattaBlu)

La motivazione di mettere in evidenza il brano selezionato:

Questa settimana è in vetrina di Attimi la nostra stimata autrice Patrizia Mezzogori .
Spesso le sue liriche sono quasi una sorta di dialogo introspettivo, velato da tinte malinconiche e riflessioni profonde, ma sono anche pregne d’amore o si arricchiscono di tematiche sociali.
Lo stile affascina il lettore, trasportato dalle emozioni che animano la stessa autrice nel coinvolgente e fluido correre dei versi.


In questa poesia “Cadono le stelle” sono presenti tutti i temi più cari a Patrizia: il tema dell’amore per la vita, nel voler quasi scardinare le sue negatività rifugiandosi nel “Sogno”, il tema introspettivo in quel riflettere meditativo sulle aspettative riposte e sui desideri a lungo inseguiti, il tema sociale per quel suo posare l’attenzione sul disadattamento dell’individuo tra angoli di solitudine ed echi di violenza.
Le stelle rappresentano quei  sogni pieni di luce pronti per essere catturati al volo dall’uomo, desideroso di sentire appagato il senso del suo vivere e di vedere raggiunte realmente le mete prefissate.
Ma “Le stelle cadono e non fanno rumore”, e qui si capta la difficoltà dell’uomo nell’accorgersi del loro passaggio, il disorientamento e lo smarrimento nel buio di un mondo ostile e sempre più egoista. Le stelle sono “Fiammelle a briglia sciolta nella nera notte”, che è la parte oscura di questa vita in cui è sempre più complicato trovare la via giusta per la realizzazione di questi desideri. Le stelle sono “illusioni per chi non ha più speranza in un mondo di solitudine”. Subentra in questa parte della lirica una visione di sconforto, in cui l’uomo, che aveva sperato in un’alternativa di vita migliore, si scopre illuso dalle false promesse,deluso dai sogni irrealizzati e di conseguenza sempre più chiuso in sé stesso. E in questa solitudine dell’animo,il mondo che lo circonda trema e rimbomba come vulcano in eruzione. Trema per guerre e sommosse per la difesa dei diritti d’uguaglianza e libertà, trema per i terremoti dimenticati , trema per le alluvioni devastanti ad amplificare il senso di sgomento e di sconcerto. La fiducia dell’individuo vacilla e affoga nel tentativo di trovare sollievo nelle già poche sicurezze della vita, l’individuo stesso trema per la paura di non farcela. Sta in quel bagliore di luce tutta la speranza, lì si ripone il  Sogno, racchiuso nell’essenza della quiete o nel tumulto di carezze senza calore che uccidono ogni anelito di libertà. E in questa chiusa si svela davvero qual è il vero Sogno dell’individuo, quello del riscatto dalla prigionia della solitudine dell’anima, dall’emarginazione dovuta a un disagio sociale, dalla sottomissione del corpo a quelle carezze senza calore di donne assoggettate e vittime… è il Sogno di ritrovare fiducia nei più fondamentali principi e sentimenti, come il lavoro, l’amore, l’amicizia, la fratellanza, è il Sogno di pace e di libertà.

In questo “cielo” le stelle  non le sentiamo cadere non solo perché non  fanno rumore, ma anche perché  dovremmo ampliare le percezioni del nostro sentire, nel voler credere un po’ alla positività di questa vita. Patrizia con questa stupenda poesia ci ha offerto lo spunto per tante riflessioni e tante ancora se ne potrebbero fare, ma in occasione dell’imminente ricorrenza del Natale, quale migliore suggerimento da questi versi  se non quello di provare per un attimo noi per primi  a superare le piccole difficoltà quotidiane personali e ad aprire il cuore al mondo? Questo basterebbe già forse per sentirsi meno “soli” coi nostri problemi e magari accorgersi  del rumore delle stelle….

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Grazie Patrizia per averci donato questa intensa lirica così pregna di significato,
Tania Scavolini

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